Cos’è la Blockchain? Cos’è un Hash? Il report della Goldman Sachs lo spiega nel dettaglio

Blockchain - Il Report Goldman Sachs

Cos’è la Blockchain? Cos’è un Hash? Il report della Goldman Sachs lo spiega nel dettaglio

Una nuova tecnologia sta ridefinendo il modo in cui effettuiamo transazioni economiche nella vita di tutti i giorni, la blockchain.
Se a prima vista può sembrare un concetto difficile da comprendere, è perché è esattamente così: la blockchain ha il potenziale per rivoluzionare il nostro modo di comprare e vendere beni di ogni tipo, interagire con la Pubblica Amministrazione e verificare l’autenticità di qualsiasi documento di proprietà, così come la provenienza di frutta e verdura o di un capo di bestiame.

Il concetto nasce da una combinazione tra la natura open source e collettiva di internet con la sicurezza della crittografia, allo scopo di fornirci un modo più rapido e sicuro per verificare informazioni chiave e stabilire un rapporto di fiducia nello scambio di informazioni certificate.

Cos’è la blockchain? Un archivio digitale

Prima di tutto, la Blockchain è sostanzialmente un archivio digitale, che custodisce un elenco di transazioni come una sorta di libro mastro o agenda. Tali transazioni possono essere un qualsiasi movimento di denaro, beni o dati protetti (l’acquisto di un bene, l’assegnazione di un documento d’identità e relativo ID a un cittadino da parte del comune). La blockchain è progettata per ospitare le informazioni in un modo che renda praticamente impossibile aggiungere, rimuovere o modificare i dati senza che questo venga rilevato da tutti gli altri utilizzatori del sistema.

Un sistema decentrato e sicuro

Mentre al giorno d’oggi le transazioni monetarie sono certificate da un’autorità centrale (come la banca che ha rilasciato una carta di credito, o un governo nazionale), le applicazioni che utilizzano la Blockchain rimpiazzano questo sistema con sistemi di certificazione decentrati, in cui la verifica delle informazioni si ottiene tramite il consenso tra i dati della maggioranza degli utenti (50% +1).

Come funziona la blockchain?

Per funzionare, la blockchain ha bisogno sostanzialmente di due cose: raccogliere e ordinare i dati in blocchi; aggregarli tra loro in una catena, attraverso un sistema di crittografia sicuro.

Step 1 – Creazione dei blocchi

Ogni volta che avviene una transazione, le informazioni relative sono salvate e quindi condivise con tutti gli altri computer che fanno parte della rete blockchain. Su tutta la rete, la transazione viene combinata con le altre di modo da costituire un blocco (un database contenente tutte le informazioni su un certo numero di transazioni, come una pagina del libro mastro); ciascuna transazione contiene un’indicazione della data e ora esatta, consentendo un ordinamento strettamente cronologico. Anche il blocco stesso, una volta completato, avrà una sua data e ora esatte di creazione, così che tutte le informazioni siano perfettamente sequenziali.

Step 2 – Collegamento dei blocchi in una catena

Il blocco, una volta completo, viene inviato a tutti i nodi della rete (i computer degli utenti che utilizzano la blockchain), e viene aggiunto alla catena come suo ultimo anello. L’ora esatta di completamento del blocco assicura che le informazioni inviate dai vari utenti si mettano in fila ordinatamente, senza possibilità di duplicazione di dati.

Step 3 – Cifratura dei dati nella catena

La chiave di sicurezza della blockchain è basata su un concetto chiamato hash, una formula matematica che rende il collegamento tra i blocchi teoricamente impossibile da spezzare. La funzione hash prende le informazioni contenute in ogni blocco e crea a partire da queste una stringa di caratteri alfanumerici unica, diversa da qualsiasi altra. La funzione è unidirezionale: è facile convertire dei dati in un hash, ma praticamente impossibile ricostruire i dati originali a partire dall’hash.

Step 4 – Rendere sicura la catena

L’hash generato a partire da ogni blocco viene aggiunto ai dati contenuti nel blocco successivo. In tal modo, quando tale blocco viene trasformato a sua volta in hash, lascia una traccia di se nell’hash del seguente, e così via dicendo.
Questo significa che se dovesse esserci qualunque tentativo di modificare un blocco creato in precedenza, l’hash contenuto nel blocco seguente non coinciderebbe più, destando l’allarme nel sistema di certificazione diffuso.

Step 5 – Certificazione diffusa

Dal momento che tutti gli utilizzatori della blockchain hanno una copia dell’intera catena sul proprio computer, possono rilevare qualunque tentativo di manomissione. Così, se gli hash corrispondono sui computer di tutti i nodi della rete, gli utenti possono stare certi che i dati registrati siano corretti e non manomessi.

La blockchain nelle transazioni: nasce lo smart contract

Sui mercati finanziari, per fare un esempio, le transazioni e gli scambi avvengono oggi in una frazione di secondo. Ma il trasferimento effettivo della valuta o dei beni può richiedere anche giorni, coinvolgendo un certo numero di istituti di credito e di certificazione. Questo può facilmente generare errori, ritardi e dunque costi aggiuntivi per le parti, oltre che rischi non necessari. Nasce per questo lo smart contract, una transazione scritta in codice da programmatori, che descrive passo dopo passo tutti gli elementi della transazione stessa ed è in grado di connettersi a più blockchain per verificare i dati certificati presenti al loro interno, trasferendo con precisione beni e valuta da un utente all’altro; il tutto ad una data e ora certe e precise, dato che la transazione è instantanea in tutto e per tutto.

Transazione Blockchain

Le imprese sono pronte ad implementare la blockchain?

Naturalmente l’implementazione di un sistema così radicalmente diverso da quello attualmente adottato comporta dei costi e rischi per le aziende, che potrebbero mostrare una certa riluttanza al cambiamento. Una diffusione più larga potrà avvenire solo dopo che i primi utilizzatori avranno iniziato a beneficiare in modo evidente dei vantaggi derivanti dal cambiamento di paradigma.

Va detto inoltre che, attualmente, la tecnologia utilizzata dalla blockchain più diffusa al mondo (quella di Bitcoin, la criptovaluta digitale che per prima ha adottato questo sistema), può supportare solo dalle 5 alle 8 transazioni al secondo: la potenza di calcolo della blockchain dovrà essere moltiplicata di circa 10.000 volte perché il sistema possa reggere volumi di transazioni paragonabili a quelli gestiti oggi dalla rete che gestisce le transazioni con carta di credito.

Per un maggior numero di esempi e spiegazioni più approfondite, ecco il link alla pagina web dedicata a questo argomento dalla Goldman Sachs, realizzata in modo davvero interessante e con una esperienza dell’utente innovativa: goldmansachs.com